Jossen Beisser

Dwarf, miner, engineer.

Description:

Jossen Bisser

Nano 47 anni 85 kg alto 1.40 M
Segno Clessidra Provenienza Montagne del confine Famiglia Clan Beisser

Capelli grigio metallico (tipicamente pieni di carbone o altro materiale da cava come la barba)
Barba con trecce e anelli
Segni particolari ripete la frase “il nemico sta arrivando” ad ogni occasione.

valore modificatore bonus

For 28 2 5
Des 33 3 6
Cos 42 4 8
Int 34 3 6
Vol 35 3 7
Car 31 3 6
Per 34 3 6

Talenti:
Ambidestro
Combattimento alla ceca
Fauci dell’inferno (sopravvissuto all’attacco del nemico in miniera)

Abilità
Ac pistole
Ac mazze piccole
Cercare
Orientarsi
Conoscenze geologia
Speleologia
Demolizione
Conoscenze meccanica

Contatti
Organizzazione contrabbandieri minerali preziosi e magici.
Fratello maggiore di pochi anni

Bio:

Di origini chiaramente del clan dei Beisser, io e mio fratello siamo orfani, non ricordiamo molto della nostra infanzia, certo è che è iniziata in miniera ed è per quello che sappiamo fare il lavoro che facciamo. Forse mio fratello ha qualche confuso ricordo ma non mi parla volentieri della nostra origine e ormai poco importa, dobbiamo lavorare non tornare da mamma.
Attualmente siamo artigiani quotati nel nostro settore e abbiamo alle dipendenze una squadra. Io mi occupo della demolizione e del piazzamento delle mine in miniere sia sotto terra che a cielo aperto, mio fratello Pier della produzione di esplosivo.
Durante il nostro periodo di lavoro come operai in miniera abbiamo cavato una piccola ma fortunata quantità di minerali magici purissimi e questo ci ha permesso di scappare e di aprire le nostre attività indipendenti, cosa ci facesse una tale quantità di minerale così radicalmente diverso in una miniera di carbone che non aveva mai prodotto altro non lo sappiamo, sembra quasi un tentativo di nasconderla o di contrabbandarla. A noi comunque ha dato tutto quello che abbiamo.
Ad un certo livello della mia carriera ho accettato di andare a lavorare in una miniera vicino al confine, mentre mio fratello dopo avermi avvertito del grande pericolo nascosto dietro quella roccia ha preferito un lavoro meno retribuito ma più sicuro nel centro della regione.
Non sapeva quanto avesse ragione, ad un certo punto nella miniera sono giunte delle urla dall’esterno, mentre io e la mia squadra eravamo impegnati ad aprire un nuovo tunnel.
Abbiamo rapidamente raccolto i primi attrezzi a portata per andare fuori ad aiutare il capo e gli altri operai, ma le cose che li hanno uccisi sono state più rapide a entrare.
Ci siamo difesi come abbiam potuto fino alla fine, tra urla e fiotti di sangue nella penombra, non si distingueva tra amico e nemico, e nemmeno chi fosse chi ci attaccava, forse i nostri stessi colleghi, certo è che chi ci ha attaccati non ha detto nulla, nemmeno quando era colpito dalla mia chiave del 52, l’unica arma che avessi.
Mi sono ritrovato a fuggire solo nel buio verso il nostro cantiere, non sentivo più nessuno della mia squadra, ed erano tutti nani solidi e robusti non i ragazzini delle miniere strette del Velishir. Come ultimo tentativo, certo di morire sotto quelle pietre ho acceso la miccia di tutto quello che avevamo e mi sono infilato in un tunnel secondario senza uscita che usavamo da magazzino.
Sono uscito 2 giorni dopo mezzo assordato, prendendo a picconate la stessa roccia che ho fatto saltare, e nella miniera c’era solo qualche macchia di sangue, del resto della spedizione neanche una traccia, solo i pochi animali legati che non sono potuti fuggire e due carri vuoti.
Non ho più saputo nulla di nessun altro che abbia partecipato a questa sciagurata spedizione, e non so nemmeno se qualcuno abbia mai riprovato a cercare dentro alle viscere di quella montagna.
Non ho mai più visto delle vene di catalizzatore pure come quelle ma piuttosto che andare di nuovo a grattare le pietre di quelle montagne me ne vado su Alkaid a coltivare patate verdi.
Intanto ho passato un anno buono prima di riuscire a entrare di nuovo in una miniera, a spaventarmi per ogni ombra che vedevo la sotto, io, un nano che a smuovermi da dove pianto i piedi ci vuole un bue preferivo volare piuttosto che fare il lavoro per cui sono nato.
Se ora riesco di nuovo a entrare in una cava è solo grazie a mio fratello e alla chiave del 52 che si è rivelata utile in più di una occasione, e non solo a spurgare le caldaie a vapore intasate dal calcare.
Per arrotondare attualmente passiamo un po’ di minerale impuro a degli amici maghi che ci sono molto riconoscenti, non avranno la possibilità di aprire miniere, ma riescono a trovare l’oro più lucente di tutto l’impero, e quello si può portare in giro senza paura che ti arrestino o che ti venga la barba verde se è contaminato!

Jossen Beisser

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