Cronache di Antan

La tomba del Re Saggio

8 daperel 485 8/11/2012

Il dottor Kiribatis vi invita a seguirlo sul sito degli scavi. Suggerisce di andarci armati perchè è successo in passato che degli indigeni ostili alla presenza umana abbiano sabotato l’accampamento e occasionalmente ci sono stati episodi di violenza urbana.

Per arrivare allo scavo dovete attraversare la città e avete modo di vedere l’antichità e la passata meastosità della civiltà alkaidiana ai tempi d’oro. Dopo un’ora circa arrivate al sito archeologico. Gli scavi sono in una zona ormai disabitata e Kiribatis ha fatto radere al suolo un quartiere intero per cominciare a scavare le rovine. Ora il sito è un accampamento permanente, con baracche, magazzini e dormitori. Vi lavorano una ventina di umani e una quarantina di alkaidiani, sebbene i primi facciano i lavori di precisione come la catalogazione dei reperti mentre gli indigeni sono usati come manovalanza non specializzata. Il primo livello di scavi, a 4 metri sotto il livello della città, è un insieme di stanze di cui rimangono solo le fondamenta, la parte su cui Kiribatis attira la vostra attenzione è il secondo livello, sgomberato da poco dei detriti.
Altri 3 metri sotto la città è stato scavato un largo pozzo, approssimativamente 4m x 4m e su uno dei lati fa capolino l’architrave di una porta. Kiribatis sostiene che quello sia l’ingresso al complesso tombale del re alkadiano in cui pensa di trovare artefatti della civiltà primordiale che è stata anche su Antan.

Dà ordini ai lavoratori si scavare e sgomberare la porta e dopo un’ora di alacre lavoro indigeno siete davanti a un’unica lastra di pierta che sigilla l’ingresso. Guidati dall’impazienza decidete di farla saltare con la dinamite e il boato e la nuvola di polvere confermano che vi siete aperti la strada a chissà quali meraviglie.

Esplorate l’interno del complesso tombale e trovate moltissime iscrizioni murarie e statue che sono poco più delle cronache del regno del re morto, il cui nome è intraducibile ma che viene identificato come il XXIII della sua dinastia e come il Saggio. Kiribatis, in preda a un’estasi quasi mistica lo chiama il “XXIII saggio” e parla continuamente traducendo ad alta voce alcune delle scritte. Dopo aver esplorato il primo livello e senza trovare traccia nè di tombe nè di artefatti misteriosi controllate palmo a palmo in cerca di passaggi segreti ed in effetti ne trovate. Peccato che sue di essi siano trappole lanciafiamme. In compenso trovate anche delle scale a chiocciola che portano al piano di sotto e Kiribatis si fionda al piano di sotto.

Il secondo piano sotterraneo è Una grnade biblioteca al cui fondo si trova un trono con il resto mummuficato di un alkaidiano in abiti reali. Neli suoi arti minori tiene un cilindro metallico , nel suo arto maggiore destro tiene uno spadone puntato a terra e nel’arto maggiore sinistro tiene un libro. Kiribatis capisce che durante il regno del XXIII saggio si è verificata una pestilenza e che a memoria di ciò è stato scritto un libro con i nomi delle vittime. Aprendo il libro però si accorge che ha una cavità che contiene una lastra di metallo leggero, spessa mezzo cm, larga circa 20 e lunga circa 30. é totalmente liscia senza decorazioni o scritte di sorta.

Il cilindro a prima vista sembra un pezzo unico, ad un esame più accurato una delle due basi si rivela essere un coperchio, se scosso fa un rumore come di sabbia che scorre e sia contenitore che contenuto emanano una lieve traccia magica. Lo spadone non ha aura magica ma è di eccellente qualità, e sebbene un po’ sbilanciato per un umanoide Natan decide che quella spada gli spetta. Nessuno obietta.

Lady Fermond esamina da vicino la lastra metallica, che chiaramente non è di origine alkaidiana mentre Kiribatis si appresta ad esaminare i tomi della bibioteca in cerca di informazioni utili.

Putropo venite interrotti da un forte boato che fa tremare tutto il complesso, seguito da urla, e passi di corsa, cercate copertura dietro gli scaffali della biblioteca mentre i nuovi arrivati sciamano dentro la tomba.

Vi rendete conto di quanto possa apparire spaventosa una folla di alkaidiani armati e arrabbiati per aver profanato una tomba per loro sacra..

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pirri

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